mercoledì 16 dicembre 2009

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Lili Marleen
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Vor der Kaserne
Vor dem großen
TorStand eine Laterne
Und steht sie noch davor
So woll'n wir uns da wieder seh'n
Bei der Laterne wollen wir steh'n
Wie einst Lili Marleen,
Wie einst Lili Marleen.
Unsere beide Schatten
Sah'n wie einer aus
Daß wir so lieb uns hatten
Das sah man gleich daraus
Und alle Leute soll'n es seh'n
Wenn wir bei der Laterne steh'n
Wie einst Lili Marleen,
Wie einst Lili Marleen.
Schon rief der Posten,
Sie blasen Zapfenstreich
Das kann drei Tage kosten
Kam'rad, ich komm sogleich
Da sagten wir auf Wiedersehen
Wie gerne wollt ich mit dir geh'n
Wie einst Lili Marleen,
Wie einst Lili Marleen.
Deine Schritte kennt sie,
Deinen zieren Gang
Alle Abend brennt sie,
Doch mich vergaß sie lang
Und sollte mir ein Leids gescheh'n
Wer wird bei der Laterne stehen
Mit dir Lili Marleen,
Mit dir Lili Marleen?
Aus dem stillen Raume,
Aus der Erde Grund
Hebt mich wie im Traume
Dein verliebter Mund
Wenn sich die späten Nebel drehn
Werd' ich bei der Laterne steh'n
Wie einst Lili Marleen,
Wie einst Lili Marleen.
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By Hans Leip
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mercoledì 2 dicembre 2009

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Andrea
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Andrea s'è perso,
s'è perso e non sa tornare,
Andrea aveva un amore
Riccioli neri,
Andrea aveva un dolore
Riccioli neri.
C'era scritto sul foglio
ch'era morto sulla bandiera.
C'era scritto e la firma era d'oro,
era firma di re.
Ucciso sui monti di Trento
dalla mitraglia.
Occhi di bosco,
contadino del regno,
profilo francese.
E Andrea l'ha perso,
ha perso l'amore,
la perla più rara.
E Andrea ha in bocca un dolore
la perla più scura.
Andrea raccoglieva violette
ai bordi del pozzo,
Andrea gettava Riccioli neri
nel cerchio del pozzo.
Il secchio gli disse:
Signore, il pozzo è profondo
più fondo del fondo
degli occhi
della Notte del Pianto.
Lui disse:
Mi basta,
mi basta che sia
più profondo di me.
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By Fabrizio De Andrè
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martedì 24 novembre 2009

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Incanto
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Disperatamente ti sogno,
ti inseguo, ti voglio,
ho brama ti te,
del tuo volto, del tuo sorriso,
sogno la melodia delle tue parole,
il mio cuore ha sete della dolcezza
dei tuoi pensieri.
L’universo intero
è un incanto scintillante
avvolto in una musica di sogni
che ha come scopo
la tua sensuale, raffinata
e dolcissima bellezza.
Le montagne del destino
sono dipinte nei tuoi occhi,
nel tuo misterioso splendore
si annulla lo spazio e il tempo,
senza di te mi perdo nel nulla,
la nostalgia si impregna
in lacrime d’argento,
sei il mio desiderio,
il primo, l’ultimo,
per sempre.
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By Dragon
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lunedì 10 agosto 2009

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Sogno infinito
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( Dedicato a Te, Mila, per sempre!)
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Voglio scrivere per te
le parole più belle
che siano mai state scritte.
Voglio che il mio cuore mi ispiri
i pensieri più fantastici
che siano stati mai pensati.
Voglio amarti con un amore
così immenso e sconfinato
che nessuna donna ha mai avuto.
Vorrei imprigionare l’universo
per farlo poi esplodere nell’infinito,
scatenando tutto
il magico desiderio che ho di te.
Raccoglierò tutti i tesori del mondo
per porgerli ai tuoi piedi,
tutti i profumi della terra
per trasformare le strade dove cammini
in un sublime delirio dei sensi.
Vorrei racchiudere
tutti gli incanti, i sogni, i desideri che esistono
in una notte stellata e ammirarla riflessa
nello splendore della tua fantasia.
Sogno infinito, amore senza tempo
perla dorata dei miei giorni,
argento e smeraldo delle mie notti,
desiderio e incanto, speranza infinita.
Sogno nei tuoi occhi, sospiro nella tua bocca
mi perdo nel tuo cuore,
annientandomi nel tuo amore.
Un luccichio di comete ti carezza i capelli,
stelle lucenti ti illuminano lo sguardo,
la musica che fluisce dal tuo cuore
stordisce e travolge,
e mi rapisce attonito e in estasi
spingendo la mia vita
verso un attimo di amore infinito
da vivere stringendoti a me
con lo straziante desiderio di amarti
meravigliosamente teneramente
e disperatamente.
Ti amo, mio sogno infinito
per sempre
con te, per te.
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By Dragon
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sabato 1 agosto 2009

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Cent’anni di solitudine
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Macombo era già un pauroso vortice
di polvere e macerie centrifugato
dalla collera dell’uragano biblico
quando Aureliano cominciò a decifrare
l’istante che stava vivendo.
Lo decifrava man mano che lo viveva,
profetizzando sé stesso
come se si stesse vedendo
in uno specchio parlante.
Tuttavia aveva già compreso
che non sarebbe più uscito
da quella stanza.
Perché era previsto
che la città degli specchi
sarebbe stata spianata dal vento
e bandita dalla memoria degli uomini
nell’istante in cui avesse terminato
di decifrare le pergamene,
e che tutto quello che vi era scritto
era irripetibile da sempre e per sempre,
perché gli uomini condannati
a cent’anni di solitudine
non avranno una seconda opportunità
sulla terra.
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By Gabriel Garcia Marquez
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