martedì 9 settembre 2008

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Amleto
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Essere o non essere,
questo è il problema.
Se sia meglio per l’anima
soffrire oltraggi di fortuna,
sassi e dardi,
o prendere le armi contro quei guai
e opporvisi e distruggerli.
Morire, dormire, nulla più.
E dirsi così con un sonno
che noi mettiamo fine al crepacuore
e alle mille ingiurie naturali,
conseguenze della carne!
Questa è la fine
da invocare devotamente.
Morire, dormire;
dormire, sognare forse…Forse;
E qui è l’incaglio;
che sogni sopravvengono
dopo che ci si strappa
dal tumulto della vita mortale,
ecco il riguardo che ci arresta
e che induce la sciagura
a durare tanto anch’essa.
Chi vorrebbe sopportare
i malanni e le frustate dei tempi
l’oppressione dei tiranni,
il dolore dell’orgoglio,
le ferite d’amore disprezzato,
le paure delle leggi,
l’arroganza dei potenti,
la derisione degli indegni di giudicare,
chi potrebbe mai sopportare
tutto ciò, se potrebbe darsi pace
col filo d’un pugnale?
Chi vorrebbe sudare e bestemmiare
annientato, sotto il peso della vita,
se non fosse l’angoscia
del paese dopo la morte,
da cui mai nessuno è tornato,
a confonderci la volontà,
a farci indurire ai mali di oggi,
piuttosto che volare verso mali ignoti?
La coscienza, così, fa tutti vili,
la forza della decisione
al riflesso del dubbio si affievolisce,
e le imprese più alte e che più contano
avviliscono dissolvendosi,
perdendo anche il nome dell’azione.
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By Shakespeare
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3 commenti:

Isotta ha detto...

Adoro Shakespeare...
Un bacio gentile viandante che spesso accarezzi le mie sponde.
Isotta

Dolcelei ha detto...

Non ci sono parole per Shakespeare.
Trovo bellissima l'idea che hai avuto di postare questo pezzo stupendo dell'Amleto. Un abbraccio grande ^_^

Anonimo ha detto...

Amo shakespeare...Davvero unico...Un abbraccio
Fantadream